Dormire nel lettone
Quando si parla di sonno infantile, impossibile non affrontare la spinosissima questione del lasciar dormire i bambini nel lettone. Pochi argomenti come il sonno condiviso nello stesso letto riescono a scatenare accesi dibattiti non soltanto in famiglia, tra coniugi, tra mamme e nonne, e in genere presso l’opinione pubblica, ma anche a livello della comunità scientifica, tra pediatri, pedagogisti, educatori e ricercatori. Eppure fino a non molti anni fa non ci si sarebbe neppure posti il problema se fosse legittimo dormire tutti insieme nel lettone. La vicinanza notturna tra genitori e figli, specie tra madre e bambino, non solo appariva assolutamente naturale – in primo luogo per assecondare l’allattamento al seno – ma anche, e soprattutto, auspicabile, per motivi di protezione e di sicurezza del piccolo. L’antropologia ci mostra come il sonno condiviso sia presente in tutti i mammiferi e nei primati, per i quali ha la funzione di tutela della sopravvivenza della prole e, quindi, della specie, e la storia dell’uomo, sin dagli albori, testimonia dell’uso – presso tutte le civiltà, in ogni epoca e regione geografica – di dormire insieme ai figli, nello stesso letto o nella stessa stanza, ricorrendo alle soluzioni più svariate.
È solo di recente che, con i cambiamenti culturali intervenuti a seguito dell’evoluzione sociale che ha visto la donna sempre più attiva nel mondo del lavoro – e quindi sempre più “lontana” dall’ambiente domestico e dalle mansioni di mero accudimento familiare e della prole – che secoli di abitudini e prassi legate alla cura dei figli sono state rimesse in discussione. A una millenaria tradizione di cure prossimali, di accudimento ad alto contatto, di pratiche quali l’allattamento al seno e il sonno condiviso si è andata sostituendo, con grande prepotenza, una nuova pseudo cultura sostenitrice dell’autonomia e dell’indipendenza non solo della madre, ma anche del bambino, già in tenerissima età.
Stop, quindi, a modalità di accudimento che favorissero il contatto e la vicinanza, primi tra tutti allattamento al seno e sonno condiviso, e via libera all’introduzione di sostituti del latte materno, sonno solitario, principi educativi che promuovessero l’indipendenza e l’autonomia dei piccoli. Secondo questa nuova corrente di pensiero, dormire nel lettone non soltanto era lesivo della capacità del bambino di svilupparsi come essere indipendente, ma veniva dipinto come vera e propria minaccia per l’intimità e la salute della coppia, e non da ultimo come pericoloso per l’incolumità del bambino. Ma con l’introduzione di questi nuovi principi, ecco che si sono presto manifestate difficoltà fino ad allora pressoché ignote, quali i problemi del sonno dei bambini, interpretati come capricci e pretese e fonte di forte stress per i genitori. In realtà è un bisogno primario dei piccoli, esattamente come l’essere allattati, quello di contatto e di prossimità con la madre, specie di notte. Dormire nel lettone è, quindi, il naturale soddisfacimento di un bisogno connaturato nel neonato e nel bambino, ben lungi dal favorirne dipendenza, vizi e capricci. E se praticato con i dovuti accorgimenti e le debite cautele, il sonno condiviso nello stesso letto è una pratica preventiva della tanto temuta sindrome della morte in culla, poiché consente alla madre di monitorare da vicino il proprio bambino nel corso dell’intera nottata.
È bene, infine, sottolineare che più i piccoli trovano sollecita e amorevole risposta ai propri bisogni fondamentali, più saranno legittimati a crescere equilibrati e sicuri di sé, diventando adulti autonomi e indipendenti.
fonte www.bambinonaturale.it

![domande frequenti sulla fertilità e la contraccezione[img]](/images/stories/faqfertility.png)
![quando nasce[img]](/images/stories/quandonasce.png)
![bimbo in arrivo[img]](/images/stories/pregnant.png)
![Mercatino solidale [img]](/images/stories/minimarket.png)
![essere genitori[img]](/images/stories/momslikeme.png)
![percorso di guarigione[img]](/images/stories/healing.png)



Commenti
RSS