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Umore altalenante in gravidanza

Sei in dolce attesa e la tua sensibilità è esasperata e ti fa sentire fragile e insicura. Può bastare un piccolo contrattempo o una parola un po’ brusca del partner per far scattare la tristezza. Ma come mai succede? E come affrontarla?

Durante i nove mesi lo stato emotivo cambia per una modificazione naturale che riguarda tutte le donne anche se in misura differente. Il motivo è molto semplice: la futura mamma deve presentarsi all’incontro con il proprio bambino anche dal punto di vista psicologico ed emotivo. Per far questo attinge ai ricordi di quando era bambina e più o meno inconsapevolmente riemerge il proprio sé infantile ed un’emotività antica con una fragilità di fondo con cui probabilmente non si era più abituati a fare i conti. Le “lacrime facili” non sono fini a se stesse ma hanno una funzione ben precisa: recuperando la propria dimensione infantile la futura mamma si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda del proprio bambino e si identifica con lui preparandosi ad accoglierlo, accudirlo, comprenderlo.

La gamma di emozioni varia a seconda delle diverse epoche gestazionali: all’inizio l’attenzione della donna è concentrata soprattutto sulla scoperta di avere un bimbo dentro di sé e sulle diverse sensazioni che esso suscita in lei. E’ del tutto naturale che la futura mamma provi dei sentimenti ambivalenti, passando dalla gioia e dall’appagamento di avere messo in atto un progetto tanto importante alla paura di trovarsi in qualche modo “intrappolata” in una situazione senza ritorno. Inoltre il nuovo stato comporta un cambiamento di abitudini che possono alimentare un senso di insicurezza e di fragilità.

Verso la metà della gravidanza, ansie ed emozioni cominciano ad essere rivolte più verso il bebè e si fanno strada sempre più fantasie ma anche paure. Nell’ultimo trimestre infine la mamma oscilla tra il desiderio di non separarsi dal proprio piccolo e quello di averlo tra le braccia il più presto possibile mentre subentrano le preoccupazioni sul parto e sulle proprie capacità di accudimento. Una vera palestra di emozioni in cui la donna si allena per realizzare la sua identità di mamma.

L’influenza degli ormoni

L’ipersensibilità dell’attesa ha anche una base ormonale: l’aumento del livello degli estrogeni (50 volte superiori alla norma) è accompagnato da quello del progesterone (10 volte superiore alla norma) e questo nuovo equilibrio, particolarmente delicato e magari un po’ instabile, può incidere sul tono dell’umore. Gli ormoni giocano un ruolo ancora più rilevante dopo la nascita del piccolo: a 24-48 ore dal parto i livelli ormonali si abbassano repentinamente in un brusco ritorno alla normalità. E’ il momento del maternità blues, che interessa circa l’80% delle donne.

 

Consigli anti-ansia

• Avere dubbi e paure è del tutto naturale. Cerca di vincere i sensi di colpa e di inadeguatezza e di vivere i momenti di crisi come passaggi inevitabili e costruttivi del percorso che stai compiendo.

• Prenditi cura di te stessa: Pratica un’attività fisica costante e moderata e, se lo desideri, regalati delle sedute di massaggi

• Cerca di frequentare persone positive ed evita quelle pessimiste o che ti spaventano con racconti di gravidanze o parti andati male

• Possibilmente, partecipa a incontri di future mamme già dai primi mesi: condividere le proprio emozioni con chi si trova nella stessa situazione è di grande aiuto

• Se senti la necessità, prendi in considerazione l’idea di rivolgerti a una psicoterapeuta o a un’ostetrica: il più delle volte bastano pochi colloqui per fugare dubbi e paure e sentirsi rassicurate

Fonte: Dolce Attesa di ottobre

 
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