la mia vita imprevedibile
Era maggio, ero appena tornata dalle vacanze, avevo stravissuto la notte e il giorno seguente ero a Cipro per lavoro.
Avevo 22 anni, ero single e mi stavo laureando. Avevo un brillante lavoro part-time la mia vita era eccitante e imprevedibile..e mi piaceva per questo..e nello stesso tempo fu questo il motivo per cui mi cacciai nei guai.
Quando scoprii di essere incinta, a luglio, mi prese un colpo. Ero sempre stata così attenta alla contraccezione..avevo abbassato la guardia quando avevo dormito con un vecchio amico, più grande di me, che si era dichiarato sterile. Gli avevo chiesto se fosse il caso di prendere la pillola del giorno dopo e lui mi aveva risposto che non ce ne era proprio il motivo. Lo conoscevo da due anni. Perchè avrebbe dovuto mentire su una cosa del genere? Ho fatto il test nel bagno dell'ufficio.Le linee sono apparse immediatamente. Ho chiuso gli occhi e sperato che sarebbero sparite nuovamente.. e invece non lo fecero.. Ho chiamato subito un consultorio e preso un appuntamento il prima possibile:4 giorni dopo. Raccontai a F. del test al telefono.
Ci incontrammo in un pub e l'ho abbracciato mentre piangeva sulla mia spalla..ma non doveva essere il contrario? "sono un mostro" disse: aveva mentito. Stava ancora con la sua presunta ex e nessuno gli aveva mai diagnosticato l'infertilità.
Sembra assurdo ma quella notte gli andava di fare sesso, e quando finsi di dormire si poggiò su di me chiedendo se avessi preservativi..Rimasi da lui tutta la notte continuando a leggere il foglietto illustrativo del test e fumando nervosamente. Al mattino mi si avventò contro sbraitando. Me ne sono andata in taxi e non l'ho più visto.
Al consultrio non mi diedero nessun consiglio sulla gravidanza ma solo su come fare a interromperla, che daltronde era quel che volevo. Era la mia unica scelta. Stancamente l'ostetrica mi confermò che ero incinta e poi mi fece sdraiare mentre venivo visitata da un medico.
E mentre di solito sono calma anche durante le procedure mediche più fastidiose, mi sono trovata a lamentarmi a serrare le gambe e ho rischiato di prendere a calci in faccia il ginecologo.
"calmati Elena, è solo un ammasso di cellule, stai facendo quel che è giusto per la tua vita"..lo so , ho pensato, ma mi stupii di ritrovarmi a piangere.
Mi fissarono un appuntamento per la fine del mese per interrompere la gravidanza, dando all'ammasso di cellule il tempo di crescere abbastanza per essere poi rimosso chirurgicamente. Uscita dalla clinica sono scoppiata a piangere nel parco vicino ad una statua, suscitando la curiosità dei passanti per ore, e dovendo continuamente ripetere che era tutto a posto..
Era agosto. Smisi di bere e di fumare, gli amici lo trovarono un pò strano.. Qualcuno lanciò un allarme per una rapina in banca e mi preoccupai del bambino.. era ridicolo.
Dovevo superare questa cosa e darmi anche una sbrigata.
F. mi chiarì senza tanti giri di parole che non avrebbe mai più voluto parlarmi se avessi tenuto il bambino. Cercai di spiegare che avevo preso una prenotazione ma lui fraintese e dirre "sappiamo tutti e due che puoi tenere questo moccioso e obbligarmi al mantenimento, ma se vuoi rovinare la mia vita e la tua per provare che sono nel torto sei completamente fuori." aveva ragione.. non volevo rovinarmi la vita diventando una mamma single. Non sono mai stata materna neanche lontanamente.
Era solo un grumo di cellule.
Cercai di procurarmi un paio di incentivi alla scelta: un volo per la Thailandia per quel Natale e i biglietti per me e F. per un concerto, dopo l'intervento. Avevo bisogno di aiuto. non mi sentivo all'altezza di prendere una decisione di vita o di morte.
Volevo che la risposta giusta venisse da qualcun altro. Un mio amico mi trovò un consulente..quando lo vidi lo riconobbi: c'avevo flirtato tre anni prima..no da lui non ricevevo consigli. Andai dai samaritani nel bel mezzo dela notte: ripetettero un sacco di "hmmmm" ..tante, tante volte.. non era un buon segno.Anche ia madre che è una cattolica e non è quindi favorevole all'aborto, quando gli chiesi consiglio mi rispose "ti sarò vicina qualunque cosa farai" Disperata andai da un indovino per vedere se poteva capirci qualcosa..e disse che l'aborto non era nelle mie carte il che mi fece solo andar via velocemente con in testa lo sfizio di abortire per forza per sapere cosa sarebbe successo ad incasinare il destino..
E poi trovai il dono.
Trovai Serena, non trovai nessun "hmm" e nessun "qualunque cosa". Sapevo che la scelta alla fine era mia non poteva essere altrimenti. Però prendemmo in esame tutte le variabili. Mi sembrava di avere un quadro più chiaro della mia colossale disgrazia.
Il giorno prima dell'intervento, lo disdissi.
Decisi che non mi sarei divertita abbastanza a viaggiare per il mondo e a ballare tutta la notte se avessi dovuto uccidere un bambino per poterlo fare. Non volevo un bambino ma non volevo neanche il senso di colpa. Ero una stupida di 22 anni..ma non di 15. Dovevo prendermi la responsabilità delle mie azioni.
Il responso di F. fu" divertiti stupida vomitina ventenne .. hai passato il tempo a bere e fumare, adesso divertiti a correre dietro al tuo scarafaggio." Cinque giorni dopo andai al concerto senza F. Mi sentivo completamente fuori posto e pensavo "questa è l'ultima volta che uscirò in vita mia"... Ad ottobre, invece di tornare all'università come avrei dovuto mi presi un anno di pausa e passai a tempo pieno al lavoro.
Decisi di sapere il sesso del mio ammasso di cellule alla 20^ settimana. Era un bambino. L'ammasso di cellule divenne Massimiliano, il mio Max.
Rimanevo sveglia tutta la notte a sentirlo muovere, ho odiato i miei coinquilini per tutti i festini che facevano fino all'alba; ho detestato le donne che riempino miliardi di "utilissimi" forum parlando di quanto sono amorevoli i loro partner; nel forum dell'associazione non era così almeno lì mi sentivo capita.. però..
Però non bastava.
Mi sentivo così sola e arrabbiata che detestato le riviste sulla gravidanza piene di tutte quelle donne incinte con graziosi mariti che massaggiano la schiena; ho odiato gli studenti sull'autobus tutti preoccupati per stupidaggini come gli esami e le lezioni. E ho realmente odiato , profondamente odiato F. Ma più di tutti, odiavo me stessa.
Nonostante l'insistenza dei miei coinquilini che continuavano a ripetere che Max avrebbe potuto stare in un angoletto in camera , sapevo che dovevo andarmene. Tornai a casa da mia madre poco prima di Natale. Mi comprò un letto più piccolo per farmi spazio per una culla in camera. Adesso ero davvero spaventata: non volevo vivere con mia madre. Non volevo un bambino. Passai un capodanno sobria, con la mia famiglia. Mia zia mi abbraccio a mezzanotte e disse "beh Elena, questo sì che sarà un anno interessante per te, non credi?" Andai a letto e piansi tutta la notte, finchè mi addormentai. Arrivò presto febbraio. Non ho fatto il corso preparto. non volevo avere coppie intorno. Avevo paura di subire qualche terrificante danno durante il parto e chiesi di poter fare il cesareo ma mi fu negato: non c'era nessuna motivazione medica per farlo. E poi che importava? ero sicura che sarei rimasta sola tutta la vita..
I miei amici i parenti e le ostetriche continuavano a dirmi che era il padre di Max il perdente. Ma che ne sapevano? Io ero immobile in una città dormiente, ballonzolando per inutili giorni, mentre lui viveva la vita che avrei voluto vivere io nel cuore fremente della città. Io ero la perdente, nessuno avrebbe potuto convincermi del contrario.
Mia madre mi accompanò nei negozi di articoli per l'infanzia lamentandosi "cosa vuoi che ne sappia della differenza tra un marsupio e un port-enfant! non sono pratica io!" E poi c'erano i reggiseni da allattamento, gli assorbenti per il parto i paracapezzoli, le creme per le ragadi..ma cosa stavo facendo? e cosa faceva lui mentre io stavo facendo tutto questo? Ai primi di marzo c'eravamo..Il travaglio è durato 26 ore ed è stato stramazzante, come pensavo. Max si era incastrato e è arrivato il cesareo , alla fine. L'ostetrica me lo porse e subito lui aggrottò la fronte, guardandomi come se sapesse tutto. Mi sentivo dispiaciuta per lui. Ho voluto allattarlo, mi sembrava il minimo che potessi fare per lui ma lo trovai terribilmente difficile. Rimasi in ospedale una settimana per poter imparare a fare tutto bene e piansi quando venni dimessa. Non sapevo cosa avrei fatto con me stessa e con il bambino una volta che fossimo arrivati a casa. Mi ci vollero tre settimane perchè venissi travolta da quell'amore che pensavo dovesse arrivare subito.
E improvvisamente, accadde.
Max era allegro, tranquillo e io ero stupita di come fosse semplice la maternità. Ho dovuto vedermela con i giudizi sulla mia situazione. A un gruppo sull'allattamento quando dissi di essere single una si alzò su ridendo " e quello da dove è uscito? mica è l'immacolata concezione!" Ho imparato che alcune persone hanno ancora una opinione molto bassa delle mamme single e ce l'ho messa tutta per provare che si sbagliano. A settembre sono tornata all'università, volevo tornare nella casa dello studente ma non sono riuscita a trovare un cavillo che mi permettesse di starci in quanto mamma single con un bimbo.
Uno mi chiese "pensavo che ora che hai un bambino avessi rinunciato! come pensi di fare con pure un bambino a laurearti" Decisi di arrivare a un compromesso, lasciando Max con una babysitter vicino casa di mia madre. E' stato difficile ma l'ho fatto. Ho fatto più esami di quanti ne avessi mai fatti prima dell'arrivo di Max. La mia vita sociale ricominciò e ripresi a uscire un pò il venerdì sera, dopo la lezione. Mi sentivo euforica quando il pensiero mi colpì proprio nel bel mezzo della pista da ballo "ho un bel bambino e ancora mi diverto" ..non avrei mai potuto pensare che potesse essere possibile. A luglio mi sono laureata.
Ero così orgogliosa quando posai per le foto con Max in braccio. Non potevo credere di avercela fatta. Invece di rilassarmi cominciai a pensare "e ora!? cosa posso fare ancora??" avevo sempre desiderato scrivere .. allora mi iscrissi a un master di giornalismo. Avevo bisogno di un reddito ma faticavo a farmi assumere. Qualcuno mi disse "tu sei perfetta ma se tuo figlio si ammala come faccio? non posso rischiare assumendoti". Sfruttando la mia esperienza ho cominciato lavorando da casa.
Mio nonno morì. Lo amavo molto.
Decisi di usare i soldi che mi aveva lasciato per qualcosa di indimenticabile così prenotai quel famoso viaggio in Thailandia che avevo disdetto due anni prima. Questa volta Max veniva con me. La mia famiglia mi aveva sempre supportato ma devo ammettere..pensarono fossi pazza. Quando chiesi un passaggio per l'areoporto a mio zio disse "o Dio, ma davvero hai intenzione di farlo?" La Thailandia è stata una svolta. E' stata un'avventura fantastica.
Max era il compagno di viaggio perfetto. Il viaggio è stato lungo e come tutta l'esperienza di avere un bambino, non è stato facile ma non impossibile. Max era felice è si adattava facilmente, è stato esilarante.
Se potevo fare questo con un bambino, potevo fare qualunque cosa. Adesso era il momento di andare via da casa di mia madre e riguadagnare l'indipendenza che avevo perso.
A marzo fu il secondo compleanno di Max, lo celebrammo nella nostra nuova casa, con i miei amici. Avevo un team di babysitters ad aiutarmi a farcela e quando non mi occupavo di Max potevo avere un pò di vita mia. Andai a una conferenza di lavoro a Cipro, di nuovo.. non potevo credere che stavo facendo tutto quello che facevo prima di Max.
Max diventava sempre più solare e interessante ogni giorno. Era una gioia svegliarmi all'alba andare nella sua stanza e guardarlo sbadigliare. Era tranquillo e indipendente, e mi permetteva di avere una certa autonomia. Quando andai in vacanza in Giappone mi presi una bolletta telefonica mostruosa per averlo sentito tossicchiare tutti i giorni buffe parole al telefono..non potevo farne a meno l'adoravo.
Ho iniziato la procedura per farmi dare il mantenimento da F. quando Max è nato, perchè mi sembrava l'unica maniera per costringere F. ad affrontare la sua responsabilità. Lui per tutta risposta abbandonò una carriera di successo per la disoccupazione.. così ottenemmo 50€.
Poi scomparve completamente dal sistema, e iniziammo a prendere zero completo. Divenne un esperto della fuga per evitare il mantenimento, si spostò per tutte le possibili città e dichiarò di essere anche un mendicante che dormiva in strada. Il solo suo scopo nella vita sembrava essere evitare suo figlio a qualunque costo. Infine fu assunto da qualche parte, fu così rintracciato e gli tolsero un sacco di soldi da busta paga per gli arretrati. Per questo si arrabbiò moltissimo, mi chiamò furioso, accusandomi di rovinargli la vita. Gli dissi che non era una questione di soldi ma che si prendesse cura di suo figlio.
Per la prima volta da che Max era nato ho trovato il coraggio di mandare a F. un video di suo figlio. Quando lo ricevette se ne uscì così: "è un bel bambino e magari potrei anche vederlo, ma ora come ora preferirei essere passato per un alcolizzato." Fu in quel momento che iniziai a realizzare che probabilmente Max sarebbe stato meglio senza suo padre.
Sono passati ormai quattro anni da che mi scoprii incinta. Quello che sembrava essere il mio più grande incubo si è rivelato la cosa più bella che avrebbe mai potuto accadermi. Max ha iniziato ad andare all'asilo e sono piena di orgoglio per ogni suo progresso. A volte mi chiede di suo padre, gli rispondo che tutti hanno un padre ma alcuni uomini sono più capaci di altri di fare il padre. Sembra accettarlo. I soldi sono pochi, ma lavoro più che posso. Ho un lavoro part-time e anche quello che faccio da casa quando Max dorme.
Faccio volontariato, aiuto altre mamme sole a trovare sbocchi professionali. Sto terminando il mio master e spero di poter scrivere un libro con la mia esperienza..magari potrebbe aiutare qualcuno che si trovi in situazioni simili o anche a dissipare i miti sulle mamme single che purtroppo sono ancora molto vivi.
Il supporto che ho ricevuto dalla famiglia, dai miei amici e dall'associazione è stato infinito. Mi hanno tutti aiutato a mantenere relazioni sociali, a credere in me, a trovare il coraggio di non trincerarmi: sono la mamma di Max, ma sono sempre Elena.
Non vedo l'ora di sapere cosa altro accadrà. La mia vita è ancora eccitante e imprevedibile, ma ora, in più, ho un meraviglioso adorabile e felicissimo cucciolo che mi accompagna in questo viaggio.

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Un forte abbraccio a te e un bacione alla tua meraviglia Max
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