vivere con fabio
Christine, la mamma di Fabio, racconta la sua esperienza rivolgendosi ad altri genitori che condividono una delle rare malattie cromosomiche che ha colpito suo figlio: IsoDicentric 15.
Fabio è un bambino speciale, bellissimo. Per i suoi dodici anni non sa fare tante cose che fanno altri bambini della sua età. Lui non parla, non mangia da sè, non si veste, non va in bagno. Lui ha tante crisi epilettiche e deve prendere tante medicine. Lui non conosce nè regole, nè pericoli. Non può mai restare solo, perchè non si sa mai cosa gli possa succedere o cosa possa combinare. Lui ha semplicemente un pezzo del cromosoma 15 in più; questo danno gli è successo nei primi giorni della sua vita nella pancia della mamma, come un incidente. E può capitare in qualsiasi gravidanza, indipendentemente dallo stile di vita della mamma. Una volta manifestato, rimane ereditario e, finora, non esiste nessuna cura che riesca ad affrontare questa sindrome.E' difficile parlare di questi ultimi 12 anni che hanno cambiato la nostra vita in modo così profondo, perché sicuramente tutti voi sapete già molto bene cosa ci è successo. Voi vivete nella stessa situazione, o in una molto simile, anche se abitate in un altro continente, parlate un'altra lingua e magari tante cose delle vostra vita quotidiana sono diverse.
Fabio è il nostro secondo figlio, e visto che noi - mio marito ed io - ci siamo incontrati così tardi, non eravamo più tanto giovani, io avevo quasi 41 anni, mio marito quasi 48.
Me lo hanno ridato come un bambino sano, ed io ci credevo.
Soltanto quando il nostro pediatra e anche gli amici insistettero, cominciai a reagire, e iniziò l'odissea infinita dai dottori. Cercavamo di fare tutto il possibile.
A otto mesi iniziò con la fisioterapia, iniziò a frequentare l'asilo prima possibile, con una persona di sostegno tutta per lui, faceva ippoterapia e musicoterapia. Ci siamo impegnati a imparare di che cosa aveva bisogno e come capirlo. Giocavamo e ridevamo con lui quando era possibile, e lo confortavamo, quando era frustrato - in genere perché non capivamo quali erano i suoi bisogni. Lui non chiedeva mai tanto, solo cose di base, e cresceva come un piccolo ragazzo felice. Ora frequenta un gruppo sperimentale, dove si trovano insieme ragazzi con disabilità diverse, la maggior parte legate all' autismo. Trascorrono con le terapiste e sotto la visione di una psicologa la giornata, lavorando sull' autonomia (mangiare, pulire i denti, vestirsi, lavarsi…) e sui rapporti sociali fra i ragazzi e fra ragazzi e terapiste. Siamo molto felici di aver trovato questo centro, e Fabio fa tutti giorni quasi 3 ore di macchina per essere lì dalle 9 della mattina alle 4 del pomeriggio.
Ultimo aggiornamento (Martedì 22 Settembre 2009 11:58)
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Re: vivere con fabio
Sep 23 2009 09:07:12 io penso che ciò che "fa la differenza" è appunto "altro" come ha scritto Serena, ed è quello che sta dietro alla gratitudine della mamma di Fabio. è questo che fa la differenza, e questo ovviamente vale per tutti, per una mamma che si trova di fronte ad una diagnosi di malattia, per un medico che deve comunicare quella diagnosi, per i parenti e gli amici che si trovano coinvolti.. ognuno ha la sua parte, ognuno la sua responsabilità nella distruzione o nella "ricostruzione".
è proprio quell' "altrove" che fa la differenza.. |
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Re: vivere con fabio
Sep 24 2009 09:21:35 Vorrei suggerire un libro di Colho che si intitola "Veronica decide di morire" in cui si mette in discussione il concetto di normalità.
A proposito vorrei raccontare una piccola storia. Dopo due figli nati morti e tre sani nasce Germana (Germy solo per me); i medici si accorgono subito che lei è diversa perchè affetta da Sindrome di Down. I suoi genitori sono persone semplici, con la seconda elementare eppure si attivano subito per dare a Germana il meglio che possono, incominciando dal non parlare più in piemontese perchè lei possa imparare l'italiano. Germana è mia zia e siamo cresciute insieme giocando e litigando come tutte le bambine. Mia mamma mi aveva spiegato che Germy era diversa, ma l'ho capito solo quando la cattiveria, le prese in giro degli altri me l'hanno fatta vedere. Io sono cresciuta e Germy è rimasta adolescente, ora lei guarda mio figlio ed io la trucco quando esce con gli amici e la conosolo quando si innamora di qualcuno che non avrà mai. Il giorno in cui mio fratello Paolo si è sposato, Germy si è alzata e, senza dire nulla, ha chiesto di poter leggere una lettera. La lettera era per mia cognata, le raccontava la sua storia di zia, le raccontava di avere tenuto Paolo in braccio e che ora lo lasciava tra le sue braccia ed ha aggiunto "amalo come lo sempre amato io" |
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Re: vivere con fabio
Sep 24 2009 11:30:11 ....ecco,erano2 giorni che pensavo e ripensavo come mettere giù tutto in poche righe....mi dicevo molto banalmente...si i genitori fantastici,si fabio speciale gli riempie la vita di gioia....ma lui,fabio,da adolescente come farà,quando i confronti ci saranno.....già risponde la mamma di fabio...fabio è felice...mi rimbomba nella testa....e ora anche nina,con la sua storia....grazie perchè mi ricordate che alla fine la limitata sono io....e come sempre i problemi sorgono quando s'incontrano i limitati...
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