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come insegnarle ad essere indipendente?

Sono la mamma di una bimba di quasi due anni affetta da mammite acuta!!! so che è ancora piccola ma io temo di non riuscire a darle quell'attaccamento sicuro di cui hanno bisogno i bimbi per riuscire a crescere sereni e a staccarsi dalla mamma.... per entrare nel concreto, la bimba, soprattutto in ambienti a lei insoliti, non muove un passo senza la mia presenza, e dorme solo con me accanto nel lettone e tutto il giorno e anche la notte è una litania continua mamma-mamma-mamma- per controllare che non sia andata via. Tutti mi dicono che sono io a essere troppo ansiosa e che devo lasciarla andare da sola ma mi è fisicamente impossibile visto che si attacca alla mia mano e non si muove senza di me!! è normale o sto sbagliando qualcosa?

troppe coccole?

Gentile dottoressa, sono mamma da 2 mesi e mi piace tenere il mio bimbo vicino a me più tempo che posso. Penso sia la cosa più bella che mi sia mai capitata, non smetto di baciarlo e accarezzarlo, con lui sono felice. Però..intorno a me mi dicono che lo vizio così, che lo abituo a stare in braccio che troppe coccole, specialmente perchè è un maschietto, non vanno bene..Ma davvero le coccole possono essere "troppe"? Sono dannose? non voglio certo soffocarlo ma mi fa una grande tenerezza..non so, mi confonde questa cosa perchè io ho sempre pensato di averne forse ricevute poche perchè poco mi stimo e io vorrei che sapesse da subito che invece il suo valore è grandissimo che lo amo , che si senta protetto.. Può aiutarmi a sentirmi meno confusa? Grazie

Cara mamma, la risposta te la sei già data da sola, posso solo confermartela e darle un fondamento. Le manifestazioni di amore, i gesti di affetto e di tenerezza, il contatto fisico, rispondono ad un bisogno primario del bambino, proprio come l'essere nutriti. L'unica differenza sta nel fatto che gli effetti di una cattiva o scarsa nutrizione sono oggettivamente visibili a breve termine (mancato accrescimento, malattie da denutrizione, ecc.), mentre quelli di una carenza sul piano affettivo ed umano si manifestano per lo più nel lungo periodo, anche a distanza di anni, e difficilmente poi si potrà sopperire a tali mancanze. Appagare il bisogno di contatto, di affetto, di protezione e di rassicurazione che i bambini hanno sin dalla nascita, e soprattutto nei primi mesi, significa gettare le basi per farli crescere più sicuri di sé, più fiduciosi verso gli altri, più sereni ed equilibrati e quindi anche più autonomi.
Si capisce allora come non si tratti di “dare dei vizi” (ossia delle abitudini negative), bensì di dare risposte indispensabili per il benessere psico-fisico del bimbo, creando e rinsaldando quel cosiddetto rapporto di “attaccamento sicuro” con le figure genitoriali, ed in particolare con la madre (con cui inizialmente c'è un vero e proprio rapporto simbiotico), che è garanzia di una stabilità emotiva futura.
Sono sempre più numerosi gli studi e le ricerche che mettono in evidenza il valore delle coccole e del contatto fisico, basti pensare agli effetti curativi della cosiddetta marsupio terapia, al massaggio dei neonati e addirittura alle carezze e al calore trasmesso sin dai mesi della gravidanza. Tali evidenze però si scontrano ancora con pregiudizi e mentalità che sono il frutto di una serie di cambiamenti culturali e socio economici degli ultimi 30/40 anni (come ad esempio l'introduzione del latte formulato, la riorganizzazione degli ambienti domestici e familiari, l'”emancipazione” lavorativa delle donne, ecc.) che negli anni hanno portato ad una cultura e a modelli genitoriali cosiddetti “a basso contatto” secondo cui appunto i bambini “non vanno tenuti troppo in braccio”, “vanno abituati il prima possibile a dormire da soli nella loro stanza”, “l'allattamento non va prolungato oltre i primissimi mesi” ecc ecc. È da questa cultura che vengono i pregiudizi su cui si basano i consigli di tanti familiari e conoscenti. Questa mentalità però non ha intaccato il livello istintuale e quindi le mamme continuano a “sentire” di dover rispondere al pianto dei loro bambini e di doverli rassicurare cullandoli tra le braccia, offrendo loro il seno, o facendogli coccole e carezze. E il sentirsi confusi, come dici tu, nasce proprio da questa contraddizione tra quello che ci sentiamo di fare come mamme e quello che i modelli genitoriali ed educativi che abbiamo interiorizzato ci dicono, falsamente, che “andrebbe fatto”.
Fidati del tuo istinto, non avere paura di coccolare il tuo bambino ogni volta che vorrai, le coccole fanno bene a lui ed anche a te, e non temere di “soffocarlo”: il naturale e fisiologico “distacco” sarà progressivo e graduale e passerà da diverse e numerose tappe quali lo svezzamento, i primi passi, l'inserimento al nido o alla scuola materna.. e il sentirsi amato sarà la solida base di partenza di questo suo cammino verso l'autonomia.

 

Come appassionarla alla lettura?

Salve, sono mamma di una bambina di 8 anni alle prese con un dubbio... Mia figlia legge tanti libri, a scuola riceve continui stimoli alla lettura da parte delle insegnanti, grazie anche ad un progetto scolastico che spinge i bambini a scegliere un libro presente nella biblioteca della scuola e a leggerlo entro una certa scadenza... Ho sempre portato mia figlia nelle librerie e nelle biblioteche, perchè si appassionasse alla lettura. Ora è grandicella ma non sempre ha la forza o la voglia di leggere, perciò mi chiede spesso di leggere al posto suo. Se mi rifiuto, alcune volte è lei che prende il libro e lo legge da sola. Altre volte semplicemente decide di fare altro... La mia domanda è questa: è giusto a 8 anni continuare a leggerle le storie ad alta voce o è meglio spingerla a leggere da sola i libri che le piacciono? E quali libri sono più indicati a quest'età? Ora siamo nella fase in cui mette da parte i libri troppo illustrati e sceglie libri un pò più "scritti". Grazie per il consiglio!

cosa fare con una mamma ossessiva?

Gentile dottoressa, sono un padre un pò preoccupato perchè mia moglie è decisamente ossessiva con la salute della nostra bambina che ha quasi 4 anni e non ha mai avuto niente di più dei normali raffreddori e influenze che i bambini si prendono sempre. Non vuole che vada all'asilo perchè altrimenti si ammala, non la porta al parco sennò suda, non la fa andare in stanze della casa appena sente che c'è uno spiffero di vento.. insomma proprio eccessivo! temo che questo abbia conseguenze gravi sulla bambina..come posso convincerla? grazie

come posso aiutarlo a diventare più sicuro di sè?

Sono una mamma di 33 anni con un bimbo di 21 mesi. Mi sono accorta che spesso, quando si trova con un gruppo di bambini, tende ad isolarsi e a stare un po' in disparte. Inoltre quando qualche bambino cerca di prendergli qualche gioco non sempre si difende lasciando che gli venga tolto il giocattolo e capita che alcune volte scoppi a piangere. Io cerco di incoraggiarlo a difendersi e a cercare di non farsi prendere le cose dagli altri. Vorrei sapere se posso aiutarlo in qualche modo a diventare un po' piu' sicuro di se' e ad insegnargli a difendersi maggiormente. Grazie.

come insegnargli a non toccarsi?

Gentile dottoressa mi trovo in difficoltà.. faccio da babysitter a mio nipote di 2 anni dalle 8 alle 5. Non ho figli miei e lui è il bimbo più piccolo che io abbia mai tenuto così non so come comportarmi: a metà settembre ha iniziato a usare il vasino e adesso non smette di giocare col pisellino..

Come abituarla a dormire da sola?

Gentilissima dottoressa..sono sull'orlo della crisi di nervi! mia figlia di 17 mesi , dolcissima vivace, il regalo più bello che abbia ricevuto dalla vita, mi sta esaurendo: vuol dormire solo con me e solo in braccio e la notte quando perde il ciuccio si sveglia e tutto ricomincia daccapo..in braccio e solo io. Mia madre con cui viviamo non mi aiuta per niente in questo ed è davvero difficile arginarla! per lei basta che non pianga va tutto bene. Mi sento incapace perchè a porre paletti proprio non riesco più di quello che faccio, però resta che non ce la faccio più a non dormire di notte! come si fa ad abituarla a dormire da sola? Aiutooooo!!

piange sempre quando la porto all'asilo..

cara Lucia ho letto con interesse l'articolo che hai pubblicato sull'ansia della scuola ma in questo momento quella che ha l'ansia sono io. ti spiego: porto mia figlia al nido ha 13 mesi e questo è il secondo anno. E' vivace allegra, socievole. appena ci avviciniamo alla porta inizia a piangere e piange ininterrottamente per tutto il tempo che la saluto e che vado via.

 

ha paura del mare, come posso aiutarlo?

Buona sera. Sono mamma di un bimbo di 16 mesi che sto iniziando a portare al mare. Gli è sempre piaciuto fare il bagnetto nella vasca grande con tutti i giochi, schizza spruzza e fa gran gridolini da sempre..arrivato in spiaggia però le cose sono cambiate. Dapprima non ha degnato di attenzione il mare e poi però quando si è trattato di andare a fare il bagno è andato in panico! appena ha avuto contatto con l'acqua si è aggrappato ha iniziato a gridare forte e non c'è stato verso di calmarlo anche se io lo tenevo in braccio a me stretto stretto e gli parlavo con dolcezza. Come posso aiutarlo a superare la paura dell'acqua? con questo caldo..stare in acqua è d'obbligo! non si riesce a stare sulla spiaggia più di tanto! grazie dei consigli..

si picchia da solo, come mai?

Buongiorno sono una mamma di 33 anni con un bimbo di un anno. Ho notato che il mio piccolo, senza un apparente motivo, si picchia sulla testa con le mani anche in modo violento e se cerco di fermarlo piange molto forte e continua a farlo.. Da cosa potrebbe dipendere questo comportamento? Grazie mille per la risposta

 

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Mi sento sbagliata

risponde Caterina Comi in psicologia

Non so con chi parlare di questo mio "problema". dopo due anni di terapia di coppia e individuale con una psicologa mi trovo ancora bloccata in questa situazione che mi...

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