L'
aborto non è meno aborto qualunque sia il metodo praticato. Non fa "meno male". Sembra come quando ti chiedono "Ma tu come vorresti morire?" Mi vien sempre da rispondere, "per me fa lo stesso, la differenza la farebbe non morire affatto..." .
Hai ragione Edo, non ci sono solo macellai, per fortuna.
Però c'è anche chi guarda ma non vorrebbe vedere, e che forse pensa "lontano dagli occhi lontano dal cuore". Io penso che a nessun medico, più o meno consciamente piaccia praticare
ivg. E la pillola forse poprio a loro piace, a quelli che non hanno il coraggio di fare obiezione, ma si sentono in colpa per quello che fanno, perchè rimette tutto nelle mani nella donna. Il mio precedente ginecologo, quando gli dissi che non ero sicura di voler tenere il bambino e gli chiesi quel'era l'iter per l'interruzione di
gravidanza, rispose "Io non le pratico più. Le facevo prima, poi ho avuto una brutta esperienza e ho smesso (NB scoprii poi che una sua paziente si era tolta la vita dopo e in seguito a una IVG)" Ci si aspetterebbe che a questo punto il medico mi avesse dato indirizzi, riferimenti di associazioni da contattare ecc. No, continuò candidamente: "L'aborto può essere praticato chirurgicamente o farmacologicamente. Il metodo farmacologico è consentito in via sperimentale solo in alcune strutture ospedaliere, e quella di ... non è tra quelle. Per l'intervento, che dura 5 minuti e viene praticato in anestesia totale, le dò il numero di un mio collega. Se vuole vengo in sala ad assistere." Se ci penso mi sembra assurdo, che differenza c'è tra il fare e il guardar fare in fondo? Se era rimasto traumatizzato come diceva mi sarei aspettata che non ne volesse più sapere, che facesse di tutto perchè l'aborto fosse qualcosa di evitato sempre e comunque... Mi sembra che con la Ru 486 sia un po' la stessa cosa: cresce il numero di quelli che stanno a guardare e si sentono meno responsabili per questo. E la donna? Per lei non c'è differenza: in un modo o in un altro, quel figlio che le era stato donato muore. Nel prolungare ad alcuni giorni qualcosa di tanto straziante non vedo poi nessun valore aggiunto, anzi... Come dice Alessia forse di questo è soddisfatto chi pensa che chi ha preso questa scelta se lo meriti questo dolore aggiunto: che pena mi fa chi gode degli sbagli altrui... e magari è tra i primi che non ha fatto niente per evitare che inciampassero.
Dal canto nostro...impegnamoci a non fare lo stesso. Come dicono Edo e Alessia... le occasioni di essere testimoni sono innumerevoli nella nostra vita quotidiana. A ogni donna che chiede, una vicina, un'amica, una collega, non abbiamo paura di dire la verità delle cose. Ogni silenzio su quello che davvero è l'aborto è un'occasione mancata. E'un altro aborto. Prima ancora che di un'altra donna, nostro.