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Quello che resta

Scritto da Serena Taccari
Pubblicato il 2007-09-13 15:08:07
Visite 4197

clicca per ingrandireQUELLO CHE RESTA - parlare dell'aborto partendo dall'aborto
AA.VV. IL DONO onlus - prezzo 16€

"Quello che resta" denuncia l’urgenza di affrontare il problema dell’aborto, partendo dall’aborto. Partendo dalla donna. Storie di donne, storie di bambini, vita vera. Vengono messe in luce, una volta per tutte, senza ipocrisie, le conseguenze drammatiche delle donne che decidono di interrompere volontariamente la propria gravidanza.

Paura, solitudine, sofferenza, illusioni ed infine un dolore profondo che non dà tregua e non passa nemmeno a distanza di anni. Psicologi, medici, psichiatri, mettono a disposizione la loro esperienza professionale per "spiegare" questo dolore e aiutare la donna ad attraversare il lutto, perchè diventi un cammino verso la redenzione, la rinascita, il perdono. Un tema scottante, senza bandiere, senza politica e al di la del proprio credo religioso, perchè a raccontarsi sono proprio le protagoniste, le donne in quanto esseri umani, in quanto persone.

Non ascoltare la voce del padre nel momento della scelta comporta conseguenze gravi per entrambi i potenziali genitori: per la donna che viene lasciata sola di fronte alla scelta e spesso anche al dolore e al senso di colpa che ne conseguono, ma anche per l’uomo: il padre infatti, nel momento in cui viene escluso dal movimento vitale che ha contribuito a iniziare, viene mutilato e ferito nella sua potenzialità creativa.
Paolo Ferliga

Il significato di un aborto assume nella nostra società un valore enorme, anche quando esso sia strettamente terapeutico. Ciò si ripercuote necessariamente prima sulla donna e poi sulle dinamiche che intercorrono nella coppia. Ecco che quindi un atto che, a termini stretti, dovrebbe avere solo valenza medica, si ripercuote, come i cerchi di un sasso in uno stagno, su tutte le relazioni e i sistemi che ruotano attorno alla madre. E necessariamente gli altri rispondono con segnali che non sempre accolgono e comprendono. Ciò porta a vivere questo lutto, già difficile per la coppia e dentro la coppia, con un carico di ansia e responsabilità “familiare e sociale” enorme, che sarà poi molto difficile sciogliere e di cui sarà anche molto complicato solo parlare.
Claudia Ravaldi

Nella nostra esperienza clinica con bambini in difficoltà ci siamo imbattuti periodicamente in madri che avevano avuto uno o più aborti, senza che questi fossero stati adeguatamente elaborati, e nei loro figli carichi di problemi emotivi irrisolti, di legami affettivi confusi e con una identità personale poco chiara. La costante di questi casi era sempre stata il silenzio, il nascondimento, il “segreto”, e la rimozione dell’aborto vissuto.
Pierluigi Righetti e Dario Casadei

Far parte di un’associazione di volontari in un campo minato come quello dell’aborto è un’esperienza grande, incredibile e per certi versi spaventosa. Si affronta un argomento in qualche modo inaffrontabile, un taboo sociale, qualcosa di semplicemente politico e non realmente umano.
Sì, perché nonostante la battaglia sia sul fronte dei diritti della donna , questa è risultata, in ultima istanza, l’unica ad essere davvero lasciata fuori.
Ma questa considerazione la lascio a voi, alla fine della lettura.
Noi dell’associazione IL DONO riteniamo che al di là delle discussioni politiche pro o contro aborto, che sono incentrate sulla vita e sulla morte del bambino, è urgente guardare all’aborto partendo dall’aborto. Partendo dalla donna.
Serena Taccari

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pubblicato da noi
Quello che resta: parlare dell'aborto partendo dall'aborto
di AAVV [il dono onlus] ed. VitaNuova
"Se qualcuno leggendo ritrova se stessa, le proprie situazioni ed emozioni, sappia anche che c'è un posto dove si può essere ascoltati e compresi. Entrare in contatto con il dramma dell'aborto è aprire una porta nel muro del silenzio, dell'indifferenza di chi ti circonda, di chi -per non sentir parlare di morte - ti costringe a chiuderti in te stessa ed a portare quella morte da sola. La speranza per tutte le donne che hanno affrontato questa esperienza drammatica, anzi che l'hanno subita, è trovare qualcuno che dia ascolto a quel grido, perchè non sia la morte quello che resta."
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