dicono che la gioventù cerca 'emozioni forti' per colmare quella sensazione di vuoto che avverte quotidianamente. che quindi ci si butta a capofitto nella vita, senza cinture di sicurezza, senza paracadute, così, solo per sentire che è una vita 'piena' (o 'di qualità', 'degna d'essere vissuta', come va di moda dire oggi). oppure per non sentire che non è 'piena', per non sentire quel vuoto.
io veramente non lo so se è questo o altro. boh, alle volte mi sembra che quando dicono così in realtà abbiano come l'intenzione di scrivere un bel temino zeppo di luoghi comuni perché sia accettato da tutti e pieno di retorica per crogiolarsi del proprio esser bravi scrittori e buoni opinion-maker e bellle persone di successo. che è anche questo un modo per colmare il vuoto.
indubbiamente non è facile rinunciare, così giovani, alla vita così come l'abbiamo vissuta fino all'altro ieri, rinunciare alla vita così come ce la siamo programmata. ne so qualcosa: io di anni ne avevo 19. questo però non vuol dire rinunciare alla vita. vuol dire solo avere una vita diversa da quella che abbiamo vissuta e programmata. sicuramente più faticosa e meno spensierata. ma non per questo triste. io oggi, a guardarmi indietro, non rimpiango il 'prima'. alcune cose cambiano, altre no: per esempio stai sempre sveglio la notte, come prima, a ballare. solo che balli con un bambino in braccio
e no, quel senso di vuoto non lo avverto più
coraggio!
edo