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Ho 45 anni e come tante un ivg alle spalle
Ho trovato il dono per caso: una seconda gravidanza in atto accolta con grande felicità da me ma con gran paura dal mio compagno.
Quando ho deciso di rinunciare a mio figlio, sono stata malissimo non volevo farlo sono stata giorni a torturarmi sperando di trovare il coraggio di andare avanti anche da sola ma non ci sono riuscita.
Ho sempre creduto e credo ancora che un figlio sia la cosa più bella che una persona possa desiderare, la gioia più grande che una donna possa provare, eppure... l’ho fatto.
In queste situazioni di solito non si ha protezione, né solidarietà, ma nel mio caso come in tanti, un ospedale alla periferia di Napoli, un medico frettoloso che di fronte alla mia indecisione, mostrava di essere molto irritato, innervosito da una donna che non aveva il coraggio di mettersi su quel lettino, che gli chiedeva di aspettare perché non sapeva….non voleva…, l'ironia di chi stava lì e non capiva le tue resistenze visto che eri pronta, e che avevi tu deciso e poi il vuoto…seguito da un risveglio amaro, doloroso perché la prima cosa che fai è sfiorarti la pancia e pensare che il tuo bambino non c'è più.
Dopo ho cercato di rimuovere il tutto, non ne ho mai parlato con nessuno, avrei potuto con il mio compagno, ma non volevo scatenare in lui sensi di colpa.
Poi la seconda gravidanza, non mi sembrava possibile.
Questa volta per me è completamente diverso tra il resto del mondo e il bambino non c'è dubbio scelgo mio figlio.
Poi succede quello che proprio non ho previsto.
La notte del primo maggio comincio a star male sempre più male corro in ospedale mi dicono di rimanere a letto perché rischio di perdere mio figlio.
Ritorno a casa, parlo con il mio bambino, gli chiedo di resistere, di restare con me, gli faccio capire che anche il suo papà sarà contento che insieme possiamo farcela.
Continuo a star male, …… malissimo.
Sento di averlo perso, è così strano da spiegare, comincio ad avere la stessa sensazione di vuoto che ho sentito dopo l'ivg.
Il 4 maggio ritorno in ospedale faccio l'eco niente battito e la mia pancia ancora una volta è completamente vuota. Il mio bambino non c'è più.
Ancora una volta non sono stata abbastanza forte da difendere mio figlio.
Ora mi ritorna tutto, rivivo continuamente quello che è successo quel giorno di qualche anno fa nei minimi particolari con la consapevolezza che non potrò mai più avere un figlio, ed è sempre più doloroso.
Mi sento malissimo per quello che ho fatto.
Mi sento malissimo per aver perso ancora una volta il mio bambino.
Non ne ho mai parlato, è la prima volta che lo faccio grazie al "dono" ad Agnese e a tutti voi.
Oggi riesco a parlarne e capisco che non è sicuramente un caso se ho scoperto il dono dove la solidarietà e l'accoglienza di chi ho incontrato è un bene prezioso per chi come me ha bisogno di parlare, ma soprattutto per chi è ancora in tempo per comprendere che un'alternativa ci può essere.
Un figlio non può mai essere "un problema da risolvere velocemente" e in qualsiasi caso bisogna capire di non aver paura di parlarne, di non rimanere in silenzio.
Il silenzio è quello che mi terrorizza, in questi giorni resto ore a pensare vorrei non farlo, ma non ci riesco.
All'improvviso mi ritrovo tragicamente in quell'ospedale, l'attesa in quello stanzone con tante altre donne,la tristezza che si leggeva negli occhi di tutte noi, e poi un'unica domanda
Tu perché lo fai.
Poi il mio momento la stanza degli orrori
I medici che parlottavano tra loro, quel lettino, ed io che non volevo, che chiedevo di aspettare sperando forse che qualcuno mi dicesse di "non farlo"
Poi……il buio ed il mio pianto al risveglio.
Ora che ho perso ancora una volta la mia bambina non riesco a darmi pace.
La rivedo all'improvviso mi compare così come l'ho immaginata sin dall'inizio, una bambina con tanti capelli neri, gli occhi chiari e una tutina rosa la rivedo come l'ho vista dal primo momento, tra le braccia di una donna il cui volto non conosco, in mezzo a tante altre donne.
Quando leggo i vostri messaggi noto che siete per lo più giovanissime, questo riesce almeno in parte a giustificare il panico e una scelta tanto drastica.
Alla mia eta' davvero No.
Un abbraccio a tutte voi
luna
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