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"Cosa fai a ferragosto? Vieni con noi? Noi facciamo una grigliata qui, noi si va al mare, noi ci godiamo la città deserta ecc.ecc.ecc." .... ferragosto... niente di speciale, solo uno, dei tanti faticosi giorni che seguono il giorno che sembra aver segnato la fine del tempo per me, la fine del tempo in cui avevano un senso i momenti di festa, i giorni intensi di lavoro, gli incontri con gli amici, le prove col coro, i giri in bicicletta e le scampagnate a Ticino, il volontariato, i momenti di entusiasmo e quelli di noia...ferragosto...solo uno dei tanti giorni che han seguito il 25 giugno, giorno del mio aborto, giorno su cui per me è scritta come sullo schermo nero al termine dei vecchi film la parola "FINE". Solo un giorno che, come gli altri, come la vita tutta intera, avrei voluto volasse via il più rapidamente possibile... Solo un giorno in più in cui avrei desiderato chiudermi in casa con le tapparelle abbassate per abbandonarmi disperata al pensiero del mio sbaglio, al pensiero di mio figlio che non c'è più...
Però da quando vi ho incontrate, da quando ho iniziato a parlare con voi, ad essere ascoltata da voi, accolta tra voi, a camminare, pur zoppicando, con voi...è come se dalle tapparelle abbassate una debole luce filtrasse comunque...una vocina, pur flebile flebile, mi suggerisce che forse ho letto male, forse la scritta sullo schermo nero del mio film è "fine... primo tempo". Forse, come dai sialoghji in chat, come dal vostro (bello, davvero, e prezioso...grazie!) libro emerge, c'è ancora spazio per la speranza...
e allora forse è per questo,forse è grazie all'incontro con voi, che leggendo per caso questa poesia tra le pagine di un giornale, ne sono stata tanto colpita e mi sono abbandonata a un pianto irrefrenabile, perchè quello che c'era scritto mi sembrava che fosse il mio piccolo Davide, dal cielo, a dirlo a me... e desidero condividerla con voi, perchè forse anche i vostri bimbi vogliono dirvi le stesse parole...
"La morte non è niente.
Sono solo scivolato nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo l'uno per l'altra lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato.
Parlami nel modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La vita conserva il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Che cos'è la morte, se non un accidente trascurabile?
Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri, solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Ti aspetto, non sono lontano,
sono dall'altra parte,
proprio dietro l'angolo.
Ritroverai il mio cuore.
Asciuga le tue lacrime
e non piangere se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace."
(Henry Scott Holland, 1919)
PS per la cronaca: piango tanto, davvero tanto per mio figlio... mi manca tremendamente...so che in qualche modo può sentirmi, ma il fatto che io non senta lui mi roglie il respiro... ma oggi l'ho fatto: ho ascoltato l'invito di tante di voi di Vivere... e alla fine, sono andata alla grigliata con gli amici. Abbiamo cantanto, cucinato insieme, scherzato...
Ad ogni istante pensavo a quante cose ho negato mio figlio, a quante cose, dalle più piccole alle più speciali gli ho impedito di vivere e conoscere... ma ad ogni istante mi sforzavo di ricordare che io posso ancora fare tante di quelle cose... perchè sono viva...e posso farle anche per lui. E' tutto ancora mooooooooltooooooo faticoso e doloroso per me...ma voglio provare risalire dal baratro...col vostro aiuto, e con quello di Dio...Voglio provare per Davide.
Buon ferragosto a ciascuna di voi...
Silvia
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