|
?Se avrete fede grande quanto un granellino di senapa, potrete spostare le montagne, potrete sradicare i gelsi??.
Io non lo so quanto è grande questa benedetta senapa, ma so che per una settimana, una settimana intera, io ho pregato con tutta la fede che avevo nel cuore.
Dio, che legge nei cuori, ha visto che ce l?ho davvero messa tutta, la fede che avevo.
Pregavo incessantemente, giorno e notte.
E? successo quando si andavano definendo i dettagli del piano volto ad uccidere mio figlio.
Avevo fiducia in Dio, avevo messo il mio piccolo nelle Sue mani e questo pensiero era l?unico che mi donava un po? di serenit? e che riusciva a farmi fare qualche ora di sonno in quell?orribile periodo.
Tutto quello che mi stava accadendo non mi sembrava reale, e forse proprio per questo non sapevo cosa fare: ero attore di un film di paura, senza averne mai letto la sceneggiatura.
E volevo essere almeno attore protagonista, ma di fatto non lo ero.
Così, mi sono messo a pregare: mi è sembrata la cosa più ovvia da fare, ed insieme, la più utile.
Mio figlio oggi avrebbe 2 anni e 5 mesi.
Invece è morto 3 anni fa, mentre io pregavo, e questa è la cosa che più non mi spiego,
che mi ha fatto ?per la prima volta? dubitare della veridicit? del Vangelo, che mi ha sbattuto in faccia la bruttezza di Satana e l?importanza dell?insegnare Amore alle persone, in questo mondo dove ce n?? così poco.
Vado per ordine, partendo dal giorno più bello della mia vita: quello in cui mi sono innamorato.
E? esperienza di tutti la ricerca dell?anima gemella, con la quale si sogna di condividere una meravigliosa vita coniugale.
Io credo che arrivi un momento in cui in testa si sente suonare come una campanella, che dice: ?Fermati, non cercare più, è lei la persona giusta!?.
Io questa campanella l?ho sentita, era una ragazza bellissima che aveva negli occhi è quando cantava, quando danzava e quando pregava è una luce abbagliante, proprio la luce di Mt 5, 16.
Fortunatamente, la campanella era suonata anche per lei, ed in questi casi si dice: ?Pi? felici di così non si potrebbe essere??.
E invece, il Signore ci ha smentiti, regalandoci dopo qualche mese la gioia di un?attesa incredibile.
Infatti, all?inizio non ci credevamo.
Ma dopo qualche giorno di tempo per ?riprenderci? dalla notizia, abbiamo iniziato a progettare insieme a Cristo le fondamenta della famiglia più felice del mondo, parlando con i nostri amici sacerdoti che ci hanno infuso tanto coraggio: ?non preoccupatevi di niente, voi siete due persone magnifiche e vi volete talmente bene che vi sareste sicuramente sposati, avete solo anticipato un poco i tempi, deve essere successo che Dio ha deciso di donarvi una vita ancora più meravigliosa di quella alla quale avevate pensato?.
Dopo un altro po?, abbiamo deciso di rendere partecipi della nostra gioia le persone a noi più vicine, prima tra tutte la mamma della mia fidanzata.
Io la faccia che ha fatto quella donna quel giorno, non me la scordo finch? campo.
Ha iniziato a dire cose, a chiamare mio figlio guaio, ?scuorno? (in napoletano, ?vergogna?), ha continuato piangendo, dicendo che quando suo marito l?avrebbe saputo sarebbe morto. Dal dolore.
Io assistevo, spettatore, a quel dramma che non capivo e che sentivo lontanissimo da me.
?Signora, non si chiama guaio, si chiama Riccardino (gli avevamo gi? dato un nome?)?.
Ma non c?era verso. Dentro di me davo delle giustificazioni, in effetti è una notizia che ha bisogno di essere metabolizzata un po?, ma è mi chiedevo è che specie di reazione ?, da parte di una donna che ha appena saputo di essere diventata nonna?
Dopo un paio di giorni, sono stato convocato.
Mi presento, e trovo una signora che ha la stessa faccia triste di quando l?avevo lasciata ma molto più fredda, credo proprio che se le avessimo detto che sua figlia avesse avuto un brutto male e qualche mese di vita, al posto di un magnifico bimbo nel pancino, sarebbe stata molto più contenta.
Con quell?espressione glaciale, mi insegna che ?i bambini non generati intenzionalmente non sono mandati da Dio?, e subito dopo mi impone di non parlare più con la ragazza che amavo, perchè avrei potuto influenzare le sue decisioni.
?Ma cosa c?? da decidere??, pensavo ancora stupidamente io, ?e cosa ha fatto di male questo bimbo per sentirsi dire queste cose??.
Vedete, Giuliano è una persona un poco particolare: ha 31 anni, e da quando era piccolo è sempre stato innamorato della Giustizia e della Verit?.
E? forse per questo, che gli è sempre piaciuta tanto la Parola di Gesì.
E? sicuramente per questo, che non ha mai potuto digerire le prevaricazioni e le menzogne. E non ha mai compreso il senso di cose fatte senza una logica, una motivazione, un progetto.
Perch? lui ha sempre cercato di costruirsela, la vita, cercando di realizzare in maniera progettuale il disegno che leggeva tracciato sul suo cuore da mani sapienti.
Trovarmi in mezzo a discorsi per me assurdi in ogni loro sfumatura, mi ha fatto davvero uscire un po? di senno.
Mio figlio è morto, e io non ne ho mai capito il motivo.
Perch? non è stato per un incidente, perchè non era malato.
Aveva una mamma bellissima, che da quando era piccola ha sempre avuto negli occhi proprio la luce di Cristo a 10.000 Watt.
Mi hanno spiegato che in Italia c?? una legge che autorizza le mamme ad uccidere i bambini, senza che il loro pap? possa dire cosa ne pensa.
Tante volte me l?hanno spiegata, ma proprio non capisco. Dev?essere per il fatto che non rientra nei miei concetti di Giustizia.
Nel frattempo, la luce negli occhi della mamma più bella del mondo si andava gradualmente spegnendo a causa di quei pesanti condizionamenti.
Io, quasi subito, non ho rispettato l?ordine ricevuto, e ho cercato di parlarle.
Prima con l?Amore, poi con le lacrime, alla fine anche con la rabbia derivante dalla disperazione.
Ma ?pensandoci dopo? non ricordo di aver usato parole particolarmente belle, perchè dentro stavo impazzendo dal dolore, perchè mi sembrava assurda proprio la situazione, il dover motivare a chi fino a ieri era stata al mio fianco soldatina di Cristo il fatto che i bambini si amano, e non si uccidono.
E? iniziato così uno straziante stillicidio, fatto di lacrime e bestemmie, bestemmie e lacrime.
A questo si sono aggiunte anche un paio di ?amiche? dell?universit?:?Ma che fai, ci stai pure a pensare??.
E io non capivo come fosse possibile che tante persone che non c?entravano niente, si sentissero in diritto di fare del male a mio figlio, e l?unico veramente in diritto di poter parlare venisse considerato ?nessuno?. Anzi, ?privo di ogni sensibilit??.
Mi sentivo solo, contro tutti.
Lei si è chiusa in casa, non rispondeva più al telefono, come fosse appestata.
A stento riuscivo a vederla mezz?ora al giorno, ma il problema era che le altre 23 ore e mezza lei le passava accanto a persone che non le facevano affatto bene.
E che alla fine mi hanno dettato le condizioni:?Se la ami, accompagnala ad abortire!?.
E? l? che ?sbagliando? me ne sono andato. A cercare con forza l?aiuto di Cristo.
E così facendo ho lasciato campo libero ai deliri della follia:?Lo vedi, lui non ti ama, se ti amasse condividerebbe le tue scelte, e le farebbe sue. Noi si che ti amiamo, noi ti siamo vicine, e lui che diceva tanto di amarti dove sta? E? un momento di grande sofferenza, per te, e lui non c??. Forza, col nostro amore riuscirai a superare questo periodo difficile. Soffrirai un po?, ma poi passer? e tu riprenderai in mano la tua vita più felice di prima ??.
Mio figlio è morto in nome dell?amore!
Tutte queste cose non le capivo (credo perchè non rientrassero nei miei concetti di Verit?), e soprattutto non capivo come la mia ragazza potesse credere a tali vigliacche menzogne.
Ma lei ormai non era gi? più in grado di intendere e di volere.
Aspettava solo che arrivasse il prima possibile il giorno più brutto della sua vita, per ?togliersi il dente? e venire violata e violentata. Che pazzia!
Finale: una mattina -mai saputo quale- sono uscito di casa per andare a lavorare, ignaro che quella stessa mattina mio figlio stava uscendo di casa per andare a morire, accompagnato per mano dalla sua nonna e dalla sua zia.
E, visto che al diavolo piace proprio divertirsi, ad omicidio consumato ho dovuto anche consolare la stupenda mamma di mio figlio mentre piangeva e si disperava sulla mia spalla in un modo in cui non ho mai visto piangere e disperarsi nessuno in vita mia.Ovviamente, dopo ho tanto sbagliato anch?io, non solo non sono riuscito ad alleviare la sua sofferenza, ma neanche a non trattarla male per ci? a cui aveva acconsentito. Ma questa è un?altra storia, che mi pesa quasi altrettanto sulla schiena, ogni giorno.
Io prima di diventare ingegnere ho fatto il liceo classico, ma le parole giuste per descrivere gli orrori che mi è toccato vivere non le ho proprio mai trovate, e non credo che esistano.
Purtroppo, da gioviale che ero, sono diventato triste.
So bene che tante sono le persone tristi, che ognuno ha i suoi guai, che non si chiamano guai ma ?croci?, e devono essere portate con fede lungo la Strada che porta in cielo.
Ma non posso fingere di essere come in realt? non mi sento.
Madre Teresa diceva sempre che siamo nati per amare ed essere amati, e negare questi due diritti fondamentali a un piccolo bimbo che è parte della nostra vita è uno dei peccati più brutti, oltre che il più grosso ostacolo alla pace nel mondo.
Un confessore, una volta, mi ha detto le uniche parole che mi sono sembrate sensate in mezzo a un mare di banalit? che mi piovevano addosso da ogni dove (?ti devi scuotere, la vita va avanti, è ora di smetterla di piangere, non sentirti responsabile di niente, tu hai fatto tutto il possibile, bisogna voltare pagina??).
Le parole sensate, le uniche che coincidevano esattamente con quello che sentivo nel cuore, sono state: ?TU DEVI VIVERE PER TUO FIGLIO?.
In verit?, mi sentivo piuttosto svuotato, vedevo che il mondo continuava a vivere come se niente fosse successo, mentre per me TUTTO era successo.
Tutte le cose a cui tenevo avevano d?un tratto perso valore, tutto mi sembrava insignificante e inutile.
L?unica cosa che mi sembrava importante e che mi dava un po? di forza, era la sensazione di dover fare del mio meglio perchè mio figlio è che mi guarda, ne sono certo è potesse essere fiero di me.
A parte volere bene alla sua mamma (cosa che cerco di fare sempre, anche se lei non me ne vuole più tanto), ho cominciato a parlare col cielo.
E ho corso la maratona di New York, sono stato in missione in Africa, sono andato a Calcutta a pregare sulla tomba di Teresa (che nel frattempo avevo conosciuto).
Ma, vi giuro, che ancora adesso, dopo 3 anni, a quello che è successo non ho trovato nessun senso.
E ?conoscendomi? credo che da qui derivi la mia tristezza.
Malgrado la quale, ogni volta che ho trovato la forza e la possibilit?, ho cercato di salire sui pulpiti, di fare testimonianze, di incontrare gente, di PARLARE!
Perch? la cosa più schifosa, secondo me, è che di tutto il male che la 194 provoca non ne ho mai sentito parlare nessuno.
E mi chiedo: ?Se ogni giorno vengono uccisi 500 bambini (i dati non sono solo quelli del Ministero della Sanit?, fa tutto molto più schifo), dove sono tutti quelli che queste morti le subiscono? Ma che stanno zitti, tutti quanti??.
E? proprio vero che il mondo resta brutto non per colpa di quelli che operano il male, ma per colpa di quelli che al male non si oppongono con decisione.
Per colpa di quelli che tacciono, e non si schierano.
Di quelli che soffrono in silenzio, e non condividono.
Gesì è morto con le braccia aperte per ricordarci di Amare, e il Suo insegnamento fa in modo che ogni piccola cosa condivisa nel Suo nome (fossero anche solo 5 pani) possa essere moltiplicata all?inverosimile, diventando Cibo di Vita Eterna per il Prossimo.
Nei miei viaggi ho visto bambini mutilati, bambini ciechi, bambini dall?infanzia negata, bambini che chiamarli poveri è un eufemismo, bambini violentati, bambini ammalati allo stadio terminale.
Ma erano tutti bambini VIVI, e felici di esserlo.
Allora ho capito che i più poveri tra i poveri non sono nel terzo mondo, ma sono proprio in mezzo a noi.
Chi ha il cuore più povero di una mamma che uccide il proprio figlio senza neanche guardarlo in faccia?
Chi è più povero di chi si adopera per spegnere la luce che Cristo ha acceso negli occhi delle persone belle?
Chi è più povero di un medico che prende dei soldi per succhiare le vite dalle pance altrui?
E chi è più povero di una Societ? che legalizza tutto quest?orrore?
Chi è che oggi bussa alla mia porta per curare la brutta depressione che mi ha preso?
Chi si sta preoccupando del recupero del senso di autostima della mamma del mio bimbo?
E? tutto assurdo, ed è per questo che non ho dubbi: sono qui i più poveri di tutti, ed è da qui che bisogna partire per rendere il mondo un po? migliore.
Io vorrei fare davvero qualcosa, che possa servire affinch? nessuno debba più essere costretto a subire quello che ho dovuto sopportare io.
Qualcuno mi sa dare qualche consiglio?
Io sono convinto che mio figlio è morto perchè la sua mamma non ha trovato nessuna persona che le parlasse dell?Amore vero, della magnificenza dell?Amore di Dio: c?ero io da una parte, e dall?altra una serie di persone che la circuivano per ingannarla.
E le loro bugie hanno pesato di più, rovinando 3 vite con un solo gesto.
Sono anche convinto, che al mondo ci siano molte più persone belle che brutte.
Il problema è che spesso stanno chiuse in casa, che non si conoscono tra loro o che -per una stupida timidezza, per discrezione o non so per cosìaltro? spesso non aprono vicendevolmente il loro cuore e hanno difficolt? a parlare di quello che provano.
Io sto cercando di farlo, secondo le indicazioni del vecchio Papa, portando in giro la voce di chi voce non ha.
Penso che questo dolore mi sia stato affidato perchè venga messo a frutto, e allora vi prego di considerare queste mie esperienze.
|