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io non sono serena, sono il marito, lo so che non è lo stesso, ma se ti va una cosa te la dico ugualmente.
secondo me il punto di partenza è questo qui che dici: io a voi posso dirlo senza paura di essere giudicata
la paura di essere giudicata viene dal riconoscere quanto in basso possiamo arrivare. come si fa a non gioire del fatto che è in arrivo un bambino? soprattutto se tutti intorno sono allegri e contenti! come può uno cadere così in basso? di qui la paura: quando uno sta in basso, è facile che lo pestano. e ne parli con noi, perché sai che qui nessuno ti calpesta.
e sai che qui non hai bisogno di questo: mi sforzo di farmi vedere serena, allegra non serve qui di sforzarsi di essere diversi da ciò che si è, non serve qui mettersi una maschera. quando uno vede di che cosa è capace, a volte si fa schifo da sé. si copre perché gli altri non vedano, e per non vedersi lui stesso. e si entra in un giro di sensi di colpa, e di pensare che non vali niente, che non ti meriti nulla, anzi ti meriti solo che ti accartocciano come si fa con un foglio di carta e ti buttano nel cestino, magari già che ci stanno che schiacciassero per bene.
perché tutto questo? perché tutta la rabbia che ti porti dentro, tutta 'sta rabbia che è grande come l'universo e sta compressa dentro al cuore che sta lì lì per scoppiare perché non ce la fa più a contenerla, sta lì come ad accusarti, a puntarti il dito contro. lì, in quella posizione, con questo dito accusatore puntato addosso, non ci puoi stare da sola. davanti allo specchio, nuda nell'anima, non ci puoi stare da sola. lascia che ti facciamo compagnia.
come si tira fuori la rabbia? insieme.
un bacione, stanco ma contento di averti fra noi.
ciao
edo
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