L'altro ieri ho avuto una violentissima litigata con la mia prima figlia, quella cucciola monella e testarda che a soli 4 anni e mezzo vuol giā dettare legge in casa e decidere tutto lei.
I capricci si sa sono d'obbligo per i bambini ma l'altro giorno lei ha davvero superato ogni limite tra pianti, urli e cose gettate in aria da tutte le parti.
E io ho amplificato le cose gridando a mia volta e sculacciandola, complice purtroppo una lunga giornata faticosa che mi pesava sulle spalle.
Conclusione : la sera lei aveva gli occhi cerchiati e gonfi di pianto e io da brava madre-schifezza mi sentivo esausta e terribilmente in colpa.
Proprio poco dopo, per caso, mi č capitata sotto gli occhi del tutto casualmente una poesia sul difficile mestiere delle mamme e dei papā che mi ha fatto molto riflettere e mi piaceva postarla qui a tutti voi genitori e non...... :
Mamma, papā,
ve ne supplico,
non lasciatemi credere
che i miei desideri siano onnipotenti.
Mamma, papā,
ve ne prego,
arrischiatevi a deludermi
e a farmi soffrire
respingendo alcune delle mie richieste.
Mamma, papā,
č importante,
per me, che sappiate dirmi no,
che non mi lasciate credere
che voi potete essere tutto per me,
che io posso essere tutto per voi.
Mamma, papā,
soprattutto
ascoltate i miei desideri,
ma non esauditeli subito.
Esauditeli troppo velocemente
rischiate di ucciderli.
Assicuratemi del fatto che io ne abbia
e che siamo accettabili
o inaccettabili,
ma non fatevene carico al posto mio.
Mamma, papā,
per favore,
non ritornate troppo spesso su un rifiuto,
non vi ricredete.
Perché io possa cosė scoprire
i miei limiti e avere dei punti di riferimento chiari.
Mamma, papā, anche se reagisco, se piango,
se ti dico, mamma cattiva e senza cuore ,
rimani ferma e risoluta,
ci mi rassicura e mi edifica.
Se ti accuso, papā di non capire niente
non mi limitare nelle mie reazioni.
Mamma, papā,
per caritā,
anche se cerco di sedurvi, resistete
anche se vi faccio preoccupare, non vi sottomettete,
anche se a volte vi aggredisco, non mi rifiutate.
E' cosė che potr crescere.
Mamma, papā,
vorrei anche dire a ciascuno di voi
che non sono altro che vostro figlio/vostra figlia.
Meditiamo mamme e papā.....
